
ΕΥΣΤΑΘΙΟΥ ΑΡΧΙΕΠΙΣΚΟΠΟΥ ΘΕΣΣΑΛΟΝΙΚΗΣ ΠΑΡΕΚΒΑΣΕΙΣ ΕΙΣ ΤΗΝ ΟΜΗΡΟΥ ΟΔΥΣΣΕΙΑΝ
Eustathiou Archiepiskopou Thessalonikes Parekbaseis eis ten Homerou Odysseian
Eustazio, Arcivescovo di Tessalonica, Digressioni sull’Odissea di Omero
Nato a Costantinopoli intorno al 1110, Eustazio intraprese un percorso che lo condusse dai banchi universitari come professore di retorica, ai più alti vertici della Chiesa ortodossa.
Dopo aver abbracciato la vita monastica e aver ricoperto importanti incarichi ecclesiastici, fu nominato prima vescovo di Myra, in Licia (attuale Turchia), e poi arcivescovo di Tessalonica.
In quest’ultima città, divenuta il centro dei suoi studi e della sua attività intellettuale, visse fino alla morte, avvenuta nel 1198.
Tra le numerose opere di Eustazio, i commentari all’Iliade e all’Odissea rappresentano il suo contributo più significativo e duraturo agli studi classici.
Si tratta di un’opera monumentale, frutto di anni di ricerche e di una vastissima erudizione.

Eustazio Arcivescovo di Tessalonica Commentari all’Odissea di Omero, Proemio.
Eustazio non si limitò a fornire una semplice spiegazione del testo omerico, ma intrecciò una complessa rete di riferimenti a opere letterarie, mitologiche e storiche, creando un vero e proprio mosaico culturale.
I suoi commentari sono una miniera inesauribile di informazioni sulla cultura greca antica, e rappresentano un’autentica summa del sapere filologico del suo tempo.
È importante sottolineare che i commentari di Eustazio non sono un’opera originale nel senso stretto del termine…

Ipotesi dell’odissea di Omero
L’arcivescovo si basò infatti sui lavori di numerosi commentatori, grammatici e critici Alessandrini, tra cui Aristarco di Samotracia, Zenodoto e Aristofane di Bisanzio.
Tuttavia, il suo merito consiste nell’aver raccolto, organizzato e rielaborato un’enorme mole di materiale, creando un’opera unitaria e coerente.
Grazie a Eustazio, oggi possiamo accedere a un patrimonio di conoscenze che altrimenti sarebbe andato perduto.
Molte delle opere citate nei suoi commentari erano infatti conservate nella biblioteca di Costantinopoli e furono distrutte nel 1204 durante la Quarta Crociata, è quindi grazie a lui se possiamo ancora apprezzare la ricchezza e la complessità della cultura greca antica.
Una prima edizione dei commentari di Eustazio fu pubblicata in quattro volumi a Roma tra il 1542 e il 1550, quello che osserviamo in questo articolo è il terzo volume, pubblicato nel 1549 e conservato alla biblioteca nazionale di Napoli.



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