
La “Bibbia del diavolo”, o “Codex Gigas” (Codex Giganteus), è il più grande manoscritto medievale esistente.
Scritto in latino, pesa oltre 74 chili, è alto 92 centimetri e spesso 22.
Comprende 310 fogli di pergamena ottenuti dalle pelli di 160 asini (o vitelli) ed è rilegato in legno e metallo.
Grazie alle note sulla prima pagina :

Sappiamo che il monastero di Podlažice fu il primo proprietario conosciuto del Codex Gigas. Tuttavia, è improbabile che il manoscritto sia stato prodotto lì, poiché il monastero era troppo piccolo e povero per intraprendere un progetto di tale portata.
La nota rivela che nel 1295 i monaci di Podlažice donarono il Codex Gigas a un monastero situato a Sedlec, nell’attuale Repubblica Ceca. La stessa nota dice anche che il manoscritto fu riacquistato nello stesso anno dall’ordine benedettino del monastero di Břevno.
A quel tempo, il Codex Gigas era considerato una delle meraviglie del mondo e, nel tempo, divenne un oggetto da collezione molto ricercato.
Nel 1594, l’imperatore Rodolfo II lo prese e lo portò nel suo castello. Rimase a Praga fino a quando l’esercito svedese non lo prese come bottino di guerra durante la Guerra dei Trent’anni.
Fu poi portato a Stoccolma insieme a molti altri oggetti preziosi, finì nelle collezioni della regina Cristina e fu collocato nella biblioteca del Palazzo di Stoccolma. Il primo gennaio 1878 fu trasferito nella Biblioteca nazionale di Stoccolma, dove è conservato ancora oggi.
Il manoscritto contiene un ritratto del demonio alto 50 centimetri.

Questo ha dato origine alla leggenda di un monaco peccatore, condannato a essere murato vivo se non avesse espiato le sue colpe.
Per espiare le sue colpe, avrebbe dovuto scrivere in una notte un libro che comprendesse tutto il sapere umano.
A mezzanotte, il monaco, disperato, chiese aiuto al diavolo, dando in cambio la propria anima per completare l’opera.
Naturalmente, questa è solo una leggenda. In realtà, l’esame del testo rivela che la stesura di questo volume durò 20 anni e si concluse nel 1229, come si deduce dall’ultimo fatto riportato.
L’autore è un monaco di nome Herman Inclusus, ossia “recluso”, nel senso di isolato dal mondo e non “murato vivo”, come invece sostiene la leggenda.
Il manoscritto comprende il testo della Bibbia; Poi, come era uso comune nel Medioevo, all’interno ci sono anche altre opere, a formare una sorta di “enciclopedia”.
Gli altri libri inclusi sono: le “Etymologiae” di Isidoro di Siviglia, le “Antichità giudaiche” e la “Guerra giudaica” di Giuseppe Flavio, la Cronica Bohemorum (1125) di Cosma di Praga, un calendario con necrologi, formule magiche, l’elenco dei monaci, gli alfabeti greco, cirillico ed ebraico.
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